| dal 13 al 18 giugno (VICENTE RUIZ – HECTOR NOGUERA) |
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dal 13 al 17 giugno
Masseria Torcito – Cannole mercoledì 18 giugno Galatina VICENTE RUIZ – HECTOR NOGUERA (Cile)
Noto coreografo e regista teatrale, Ruiz ha introdotto e sviluppato il teatro di ricerca in Cile, realizzando coreografie sperimentali, basate sulla tecnica Graham e su quella Butoh combinate ad una visione estremamente personale del movimento. Realizza performances dal forte impatto pubblico incentrate sul tema dei diritti umani, la libertà di espressione, l’abolizione della censura, che sono diventati oggetto di studio e riferimento per la storia della danza, del teatro e della performance in Cile.
Ruiz, che dirige attualmente la Facoltà di danza nella Universidad Mayor a Santiago del Cile, da diversi anni porta avanti un lavoro di recupero, insegnamento e diffusione delle lingue indigene, in particolare il mapudungun, del popolo cileno mapuche, grazie anche al sostegno di importanti Istituzioni Chilene e Internazionali. In collaborazione con altri studiosi, è attualmente impegnato ad ultimare un testo di ricerca sul metodo "del tiempo real ", da lui applicato nella danza. In occasione di Negroamaro presenterà la coproduzione “Nijinky o una mente asesinada” realizzata con il noto attore e registra teatrale, nonché figura chiave delle serie televisive cilene, Hector Noguera, che ha ricevuto durante la sua lunga carriera importanti riconoscimenti come figura fra le più rilevanti del teatro latino-americano. Spettacolo Nijinky o la mente assassinata Nijinky o la mente assassinata è un’opera prodotta dal talento e dall’esperienza dell’attore Héctor Noguera che interpreta il danzatore russo Vaslav Nijinsky (1890-1950) diretto genialmente da Vicente Ruiz. Una libera interpretazione della vita del danzatore russo considerato il dio della danza. Vaslav Nijinsky ballerino russo che probabilmente nacque nel 1890 e che morì in 1950 è considerato il padre della danza moderna. L’artista emerse per il suo virtuosismo impressionante e per le sue avanguardiste creazioni, come La consacrazione della primavera e Il pisolino di un fauno . Amante di Diaguilev, mecenate del balletto russo, Nijinsky sviluppò una schizofrenia che lo condannò, quando aveva poco più di 30 anni, a vivere rinchiuso in diversi ospedali psichiatrici L’opera Lo spettacolo è in sé una perfomance che mostra il processo creativo del ballerino che sviluppò coreografie per opere di importanti musicisti come Stravinsky e Debussy. Un ballerino, Nijinsky, è isolato dal mondo, chiuso nella stanza di una clinica psichiatrica. In questo luogo, ormai vecchio, vede volteggiare una alla volta, dentro la sua mente, le persone più importanti della sua vita in una coreografia tragica che libera le sue proprie idee della danza, ballata su un discorso di incoerenze, vedendo arrivare inevitabilmente la catastrofe di un uomo che non può imporre limiti di razionalità alla sua pazzia. Un’esperienza di teatro-danza che evidenzia la sottile linea di confine tra tangibile e intangibile, effimero e immortale, virtuale e reale. In un scenario quasi vuoto, Noguera sfida il freddo regnante. Respira profondo e si prepara per una prova difficile: per 50 minuti non smetterà di ballare né di recitare i testi scritti da Vicente Ruiz, tratti da diario di vita del ballerino. |
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