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Storia

Nel 2001 la Provincia di Lecce ha deciso di creare il festival Salento Negroamaro. Nel corso degli anni Negroamaro si è trasformato in un festival dei festival, un contenitore multicodice ad alta densità culturale, un bene culturale capace di dare opportunità di conoscenza e di essere raduno di poetiche diverse e di diverse discipline.

Il Salento

l Salento, noto anche come penisola salentina e popolarmente conosciuto come Tacco d'Italia, è una subregione dell'Italia che si estende sulla parte meridionale della Puglia, tra il mar Ionio ad ovest e il mar Adriatico ad est. Gli abitanti dell'area, che comprende l'intera provincia di Lecce, quasi tutta quella di Brindisi e parte di quella di Taranto, si distinguono per caratteristiche glottologiche e culturali ben diverse da quelle del resto della regione.

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da domenica 29 giungo-venerd́ 4 luglio (COMPAGNIA L'EXPLOSE)
da domenica 29 giungo a martedì 1 Luglio
Masseria Torcito – Cannole (RESIDENZA)


giovedì 3 - venerdì 4 luglio
Palazzo dei Celestini - Lecce


COMPAGNIA L’EXPLOSE (Francia-Colombia)

Fondata quindici anni fa dal coreografo spagnolo Tino Fernandez, la compagnia l’Explose, considerata una delle realtà più interessanti nel panorama delle arti performative in America del Sud, nella sua opera di creazione riserva un’attenzione particolare alla fusione tra la danza contemporanea e il teatro, mediante una drammaturgia scenica molto concreta e studiata. Ogni intenzione è tradotta in gesto fisico e ogni movimento è espressione di una situazione teatrale.
La ricerca poetica della compagnia mette l’accento sull’aspetto emozionale piuttosto che sui movimenti. Il risultato è un lavoro che, attraverso un’energia ruvida e violenta, vuole esprimere l’incontro con la realtà e il rifiuto di un immaginario intimo, codificato in una società basata sugli artifici.
L´Explose è anche luogo d’incontro di artisti di differenti discipline con l’obiettivo di realizzare progetti coreografici proposti dal direttore.
Negli anni l’Explose ha creato diciassette spettacoli che sono stati rappresentati in America Latina, Europa, Stati Uniti, Asia, Nord Africa, e ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti in Colombia e all’estero. Uno degli spettacoli più significativi, Frenesì è stato co-prodotto nel 2006 dalla 12esima Biennale di Lyon.
L’Explose appoggia la sua metodologia di lavoro sulla ricerca dell’energia nel movimento e sul superamento della forma, attraverso una teatralità capace di parlare dell’essere umano.

“Le mie opere sono frutto di sensazioni, di intenzioni, di nostalgie e di sogni, ma anche di fili spezzati e di immagini recuperate dalla memoria primitiva, che tornano come atmosfere differenti di uno stesso tema comune. Questi elementi costituiscono punti di riferimento e di partenza in ognuna delle creazioni, in cui ogni spettatore può leggere secondo la propria sensibilità alla poetica delle coreografie proposte”. Racconta Fernandez come sia stato determinante per lo sviluppo della ricerca del gruppo, l’incontro con la cultura e la vita colombiana. “Un paese esuberante e pieno di contrasti, capace di generare migliaia di storie da raccontare, un posto dove la gente costruisce emozioni attraverso il ballo”. Spiega ancora Fernandéz: “Le relazioni ed i comportamenti umani sono il fondamento del mio lavoro. Il danzatore incarna una sorta di unicità che sulla scena diventa il riflesso di una realtà molto più generale”.

Nell’ambito del Festival Salento Negroamaro, la compagnia presenterà due coreografie frutto di un lavoro che oscilla tra la danza ed il teatro, complice in questo la collaborazione con la drammaturga Juliana Reyes.

Lo stage diretto da Tino Fernandez, che precederà di qualche giorno gli spettacoli, metterà l’accento sull’importanza dell’ascolto durante il processo creativo.

La compagnia presenterà El tiempo de un silencio e Por quién lloran mis amores

El tiempo de un silencio

Direzione e fotografia
Tino Fernández

Drammaturga
Juliana Reyes

Interpreti
Marvel Benavides
Lina Gaviria
Satori Rivera
Ángel Ávila
 
Scenografia
Tino Fernández

Costumista
Marvel Benavides

Disegno luci
Humberto Hernández

Produzione
Olga Lucía Angulo

Fotografia
Carlos Mario Lema

In questa creazione dell’Explose, la rottura amorosa è la motivazione, l’ispirazione. Nel processo del dolore ci sono stati d’animo, emozioni, sensazioni e percezioni di una tale intensità che le parole sembrano poche. E se si usassero le parole, si correrebbe il rischio di ridurre questa vertigine che sembra non aver fine, quando “l’altro” gia è andato via.
Il luogo comune del dispetto, è sostituito da un’espressione scarna, aperta e franca degli  interpreti, che ci offrono il dolore scoperto, come se ci fosse concesso il libero ingresso all’intimità più intima", dove di solito non lasciamo entrare nessun altro se non la nostra coscienza. Questo è il percorso emozionale dell’opera, uno spazio non pre-esistente, ma che si va formando con l’ingresso degli oggetti nella scena. Quest'ultimi sono vivi ed organici come le piante e l’acqua, quotidiani e anodini  come una poltrona o uno scrittoio, ed entrano ed escono all’interno di uno spazio mobile e mutevole, quasi come se si fosse presenti ad una installazione, alla ricerca dell'atmosfera propizia per ogni stato emozionale. Tutto corrisponde ed è coeso, in questa nuova creazione della compagnia che ha a che vedere con una certa rinuncia alla nostalgia e all'evocazione, per entrare nel vivo di un lavoro sull’ espressione diretta ed esplosiva, sui mondi intimi in un tempo presente.
Adela Donadío
Direttrice della Casa del Teatro Nacional

¿Por quién lloran mis amores?

Direzione e Coreografia
Tino Fernández

Drammaturga
Juliana Reyes

Interpreti
Marvel Benavides

Scenografia
Tino Fernández

Disegno Luci
Humberto Hernández

Fotografia
Carlos Mario Lema
Sandra Zea
Sull’ opera ¿Por quién lloran mis amores?

Viaggio di ritorno. Viaggio profondo, verso l’interiore. Viaggio verso il perduto, di momenti dimenticati. Viaggi attraverso il tempo e la  fragilità dei ricordi. Viaggi pericolosi che si arrischiano fra i segreti della memoria. In un nuovo tentativo di accostarsi all’universo femminile, Tino Fernandez ha impostato lo spettacolo  sulla solitudine e l’intimità della donna, dove si contrappone costantemente la fragilità, prodotta dallo spazio e dalla potenza, data dalla danza. La coreografia è ancora animata da impulsi emotivi e il movimento trasformato in una azione cosciente al servizio della situazione drammatica.
La storia è costruita a partire da uno spazio scenico coperto da 250 bicchieri di cristallo, che rinchiudono la ballerina nella sua propria intimità. Facendo dello spettatore un voyeur del suo privato. La nudità fisica si converte in metafora “dell’arresa assoluta”, con la quale decide di iniziare l’attraversamento verso se stessa, per scoprire ed esorcizzare i suoi dolori, timori e perdite, attraverso una banda sonora, astrazione delle sue emozioni, che muove le sue fibre interne, con l’obiettivo di andare via via costruendo le basi del suo futuro.
 
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Istituto di Culture Mediterranee
Provincia di Lecce