| Casa de las palabras |
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da sabato 17 maggio a sabato 10 settembre
Palazzo Legari - Alessano (Le) CASA DE LAS PALABRAS Paesaggi monografico-letterari Bruce Chatwin, Jorge Luis Borges e Pablo Neruda Palazzo Legari, splendido Palazzo Rinascimentale che si trova nel centro storico di Alessano verrà denominato in occasione di questa VIII edizione del Festival Salento Negroamaro, “Casa de las Palabras”, per identificarne la funzione di contenitore di dibattiti, interviste, recital previsti dalla programmazione artistica della Sezione Incontri. Un contesto raffinato e curato ad hoc, impreziosito dall'allestimento di tre mostre monografico-letterarie che proporranno immagini inedite attorno alle straordinarie figure di Bruce Chatwin, Jorge Luis Borges e Pablo Neruda, vere e proprie icone della storia della letteratura Latinoamericana, da sempre amate dai lettori di tutto il mondo. La Patagonia di Bruce Chatwin (Argentina) Scatti fotografici di Chatwin che documentano il suo viaggio nella terra eccentrica per eccellenza - perfetto ricettacolo per l’allucinazione, la solitudine, l’esilio dal quale sarebbe nato il libro “In Patagonia” considerato il libro simbolo di tutti i viaggi. Le oltre quaranta fotografie in bianco e nero che rappresentano l’allestimento, sono una preziosa testimonianza di questa regione così affascinante, evocatrice di meravigliose avventure che da sempre fanno parte del nostro immaginario collettivo. Bruce Chatwin (1940 -1989) dopo aver abbandonato una promettente carriera di gallerista da Sotheby’s a Londra, iniziò quella dello scrittore di viaggi con interessi antropologici, manifestando una irresistibile attrazione verso il nuovo e lo sconfinato. Nel 1974 cominciò il viaggio in Patagonia raccontato nel libro sempre attuale che è stato giudicato “il più originale libro di viaggi di questi ultimi tempi”. Come scriveva Stefano Malatesta “ Buce Chatwin …ha ammirato i ghiacciai scintillanti le foreste pietrificate i torrenti tumultuosi la terribilità dei luoghi circondati dal mare più burrascoso del pianeta” e ce li propone questi luoghi popolati da una pittoresca ed eterogenea umanità dove si incontrano “uno dopo l’altro peones e proprietari allevatori scozzesi e gallesi e gauchos argentini lavoratori dell’isola Chiloé piloti d’aereo lituani e preti antropologi marinai e cacciatori”. “J. L. Borges attraverso le immagini” (Argentina) Circa 100 fotogrammi, un collage illuminante sulla vita del massimo scrittore argentino. Un viaggio verso l’uomo Borges e il suo tempo, i suoi affetti, i suoi ricordi: Borges in braccio ai genitori, Borges fanciullo, Borges giovane, Borges che riceve la laurea honoris causa di Harvard, Borges in ginocchio sulle rive del Mar Morto, la mesta solitudine di Borges durante i funerali della madre, un poema autografo, frasi estrapolate dai suoi reportage. Una sequenza visiva quindi, che abbraccia l’arco di tempo della vita dello scrittore attraverso immagini che scandiscono i momenti più significativi della sua esistenza e del contesto culturale in cui è vissuto. Tra i massimi geni letterari del Novecento, l'argentino Jorge Luis Borges nacque nel 1899 a Buenos Aires. Dopo aver passato un lungo periodo in Europa durante l'infanzia,frequenta gli studi a Ginevra e in Spagna, dove viene a contatto con l'avanguardia letteraria e scrive le prime poesie.Tornato in Argentina, inizia a collaborare con riviste legate sempre agli ambienti dell’avanguardia. Affetto da una grave forma di miopia e non ancora ripresosi dalla recente scomparsa del padre, verso la fine del 1938 lo scrittore scivola su una scala male illuminata riportando una grave ferita alla testa. La lunga e penosa convalescenza va di pari passo con una crisi depressiva nel corso della quale Borges si convince di non essere più in grado di scrivere. Niente di più falso. La fine del difficile periodo restituisce ai lettori un Borges in splendida forma. Nel 1944 esce Finzioni, nel ’45 L’aleph, e il mondo riconosce in questo argentino dallo stile britannico, questo distinto signore accompagnato dall’immancabile bastone, un grandissimo della letteratura. I suoi enigmi metafisici, le sottili divagazioni sul destino, sul sogno, sul mistero della creazione, i suoi paradossali e affascinanti giochi di specchi influenzeranno la letteratura dei decenni successivi oltre che, come confesserà García Márquez, «far superare all’America Latina il secolare complesso di inferiorità nei confronti della cultura europea». Pablo Neruda, passi in Italia (Cile) a cura di Patricia Rivadeneira e Federica La Paglia In Italia la figura di Pablo Neruda è sempre stata amata, sia per la forza e la profondità dei suoi versi, sia per il suo fondamentale legame col Paese, dove giunse esule nei primi anni Cinquanta. E proprio la storia di questo legame è l’elemento centrale e la ragion d’essere della mostra ideata per festeggiare il centenario della nascita del poeta e cresciuta intorno alle testimonianze dei suoi molti amici italiani. “Pablo Neruda, passi in Italia”, si divide in tre sezioni: la biografia, la sezione italiana e quella dedicata ai giorni a Capri. Lo scopo è raccontare la vita del grande vate attraverso versi e immagini varie (fotografie e incisioni), seguendo un percorso che unisca vita privata e artistica, sulle orme del suo soggiorno italiano: dalle passeggiate napoletane e le compagnie romane ai rapporti con gli amici traduttori e editori, dalle conferenze tenute su e giù per il paese fino alla grande passione vissuta a Capri con l’ultima moglie, Matilde. Poemi, immagini e aneddoti curiosi dipingono il ritratto del cantore dell’amore e dell’uomo politico, dell’amante delle donne e del cileno sofferente per la propria terra lontana, dell’amico e compagno di partito di Guttuso e Trombadori e del poeta, apparentemente severo nella postura, che però nascondeva un gusto delicatissimo per carta colorata e disegni floreali. La mostra si presenta, quindi, come il frutto di mesi di ricerche in Italia e in Cile e propone preziosi ricordi e alcuni elementi inediti del “Pablo italiano”. |
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