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Da un punto di vista storico il
Salento ha fatto parte per molti secoli dell'antica circoscrizione
denominata Terra d'Otranto.
Toponimo
Il toponimo Salento ha origini incerte. Uno studio di Mario Cosmai lo
farebbe derivare da "sale", inteso come "terra circondata dal
sale-mare": i Romani, infatti, indicavano con Sallentini gli abitanti
delle paludi acquitrinose che si addensavano intorno al Golfo di
Taranto.
Secondo Strabone, il toponimo deriverebbe dal nome dei coloni cretesi
che qui si stabilirono, chiamati Salenti in quanto originari dalla
città di Salenzia.
L'ipotesi di Marco Terenzio Varrone, invece, è quella di un alleanza
stipulata "in salo", ovvero in mare, fra i tre gruppi etnici che
popolarono il territorio: Cretesi, Illiri e Locresi.
Geografia
La penisola salentina, da un punto di vista meramente geografico, è
separata dal resto della Puglia da una linea ideale che dal punto più
interno del Golfo di Taranto (nel territorio di Massafra) arriva fino
all'Adriatico, in corrispondenza dei resti della città messapica di
Egnazia (nel territorio di Fasano), ai confini con l'antica Peucezia.
Tuttavia, intendendo il Salento come un'entità culturale, più che
geografica, si è soliti spostare i confini leggermente più a sud, lungo
la linea che da Taranto, attraverso Grottaglie, San Michele Salentino e
Ceglie Messapica, giunge fino a Ostuni.
Così definito, il Salento ha quali suoi vertici ideali:
* Taranto, nell'omonima provincia;
* Pilone, nel territorio di Ostuni in provincia di Brindisi,
* Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce, che rappresenta il centro abitato più meridionale della Puglia.
La penisola salentina è il territorio più a Est d'Italia, e Punta
Palascìa o Capo d'Otranto[4] ne costituisce l'estremità orientale.
Secondo le convenzioni nautiche, da Punta Palascìa parte la direttrice
ideale che separa il mar Ionio dal mar Adriatico.
Suddivisioni interne
Da un punto di vista geografico, la penisola ha una configurazione
pianeggiante in cui si distinguono pochi rilievi collinari nella parte
settentrionale (basse Murge) e in quella meridionale (Serre salentine).
Può essere quindi suddivisa in:
* Salento delle Murge (tarantine e brindisine) a nord-ovest,
* Piana messapica al centro,
* Serre salentine a sud.
Una depressione, nota come soglia messapica, separa le ultime propaggini delle Murge dalla Piana messapica.
Sistemi pedologici della penisola salentina
Sistemi pedologici della penisola salentina
Dal punto di vista pedologico, è possibile dividere la Piana messapica in due sottosistemi paesaggistici distinti[5].
Il primo, più orientale, si estende dal brindisino fino ad Otranto ed
ha una morfologia quasi completamente pianeggiante o leggermente
ondulata, mentre risulta più movimentata nelle aree a ridosso delle
Murge, non superando mai i 200 m sul livello del mare.
Il secondo sottosistema, compreso fra l'Arco Ionico tarantino a
nord-ovest e la pianura del brindisino ad est, presenta una morfologia
nel complesso ondulata, con quote variabili a partire dal livello del
mare fino ai 140 m.
L'area delle Serre salentine ha invece una morfologia variabile da
leggermente ondulata a marcatamente ondulata, con poche aree
pianeggianti e con quote variabili a partire dal livello del mare fino
a superare i 140 m. Le pendenze qui presenti possono essere ripide o
addirittura trasformarsi in scarpate.
Le restanti aree del territorio salentino non costituiscono un
sottosistema pedologico a sé stante, ma confluiscono in parte nel
sottosistema dell'Arco Ionico Tarantino, in parte (il cosiddetto
Altosalento) nel sottosistema delle Murge basse e, relativamente al
tratto costiero di Ostuni, nel sottosistema del Litorale sub-murgiano
Mola-Ostuni.
Clima
La penisola salentina, essendo protesa nel mare, è caratterizzata da un
clima più umido rispetto al resto della Puglia, dove invece la presenza
dell'Appennino riduce l'apporto di umidità dei venti provenienti da
ovest. L'umidità non si traduce in precipitazioni, comunque più
cospicue rispetto alla Puglia settentrionale, ma determina una più
netta alterazione della temperatura percepita: le stagioni estive,
soprattutto nelle aree più meridionali, sono particolarmente afose,
mentre le stagioni invernali, sia pure molto miti e abbondantemente al
di sopra dello zero anche nei periodi più freddi, appaiono gelide
soprattutto in presenza di vento.
Paesaggio
Il paesaggio presenta molti elementi caratteristici. L'agro salentino è
quasi ovunque coltivato, e la vegetazione arborea è per lo più
costituita da distese di ulivi secolari, dai tronchi contorti e di
grandi dimensioni. La proprietà terriera è generalmente suddivisa in
piccoli appezzamenti, separati dai tipici muretti a secco. La pietra è
da sempre utilizzata anche per realizzare diverse costruzioni a secco,
utilizzate dai contadini per riposare o per riporvi gli attrezzi da
lavoro. Tali costruzioni (definite a seconda delle zone furnieḍḍi,
pajare, ecc.) sono più simili ai nuraghi sardi che ai trulli pugliesi.
Numerose sono le masserie fortificate risalenti per lo più al XVI, XVII
e XVIII secolo. I paesi, in genere poco popolosi, hanno un aspetto
orientaleggiante e sono caratterizzati dal bianco intenso delle
costruzioni che li rende abbacinanti nelle giornate di sole. In un
paesaggio orograficamente poco caratterizzato, essi spiccano quindi
rispetto alla campagna, dominata dal colore rossiccio di un terreno
dove è alta la presenza di ferro, a differenza della Puglia
centro-settentrionale, dove invece questa colorazione sanguigna è molto
più rara. Da un punto di vista cromatico il mare assume una colorazione
blu scuro se osservato dalla alte scogliere a strapiombo sul mar
Adriatico, e più tenue ma vario nelle sue sfumature (verde smeraldo,
verdino, celeste, ecc.) se osservato dalle spiagge sabbiose o dalle
basse scogliere del mar Ionio. Lungo le coste di entrambi i mari, i
centri abitati non sono numerosi; è però possibile ammirare le numerose
ed antiche torri costiere di avvistamento, di forma quadrangolare o
circolare, costruite nel corso dei secoli per difendersi dall'arrivo
delle orde piratesche.
da wikipedia.org
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