| Louis-Philippe Dalembert ad Alessano |
Sabato 24 maggio (dalle ore 21) nella Casa de las Palabras di Alessano (Le) arriva il grande poeta, scrittore e viaggiatore haitiano Louis-Philippe Dalembert. Sino a sabato 10 settembre il rinascimentale Palazzo Legari si è trasformato, in occasione di Salento Negroamaro, rassegna delle culture migranti della Provincia di Lecce, nella Casa de las Palabras, un contenitore di incontri, dibattiti, interviste, mostre, recital.Un contesto raffinato e curato ad hoc da Gianna Licchetta, in collaborazione con Barbara Baldaccini, Oscar Minutillo e il Comune di Alessano e con la produzione di AcdArtdiffusion.com, che è anche dimora, all'interno delle sue splendide sale espositive, degli allestimenti monografico-letterari dedicati a tre vere e proprie icone della letteratura latinoamericana, divenuti indiscutibilmente patrimonio della cultura universale, Bruce Chatwin, J. L. Borges, Pablo Neruda. La sezione incontri, a cura di Andrea Di Consoli e Carlo Bordini, con la collaborazione di Guadalupe Grande, ha l'obiettivo di far conoscere alcuni dei più grandi autori della letteratura latinoamericana, e di testimoniare inoltre l'importanza della poesia e della narrativa in culture diverse dalle nostre, culture più aperte alla comunicazione interpersonale e all'idea che la letteratura e l'arte possano contribuire a cambiare la vita umana.
Louis-Philippe Dalembert, nato a Port-au-Prince (Haïti). ha vissuto e visitato tantissimi posti del mondo. Quest'uomo-tartaruga, questo vagabondo, come lui stesso si definisce, si diploma alla Scuola Superiore di Port au Prince e prosegue poi i suoi studi universitari a Parigi presso l'università della Sorbona, esercitando anche la carriera di giornalista. Soggiorna una prima volta a Roma nel 1994/95 e dopo un breve ritorno in terra natìa, durante il quale copre la carica di Ministro della Cultura, realizza un viaggio di diversi mesi nelle sperdute terre andine. Grazie ad una borsa di residenza, si sposta poi per un lungo periodo a Gerusalemme, visitando Israele, la Palestina, l'Egitto, la Giordania, una parte del mondo che influenza molto la sua poesia. Dalembert elabora, sia in prosa che in poesia, un'opera fortemente marcata dalle tematiche del vagabondaggio, concetto che lui stesso preferisce a quello dell'erranza, e dell'infanzia. Le due tematiche sembrano essere legate nello spirito dell'autore in quanto passa dall'infanzia all'età adulta allo stesso modo in cui emigra da un paese all'altro. Una terza tematica fondante è quella biblica, traccia di un'educazione famigliare molto religiosa sotto il segno del sabbah. Ritornato ancora una volta a Roma, dove gli viene assegnata la carica di Vicesegretario alla Cultura presso l'Istituto Italo Latino Americano, continua senza posa a lavorare tra Haiti, Parigi e Roma, entrando a far parte di quel gruppo di scrittori haitiani detti "dell'esterno", poichè vivono e pubblicano le loro opere fuori dal loro paese. Le sue prime poesie sono state raccolte nel volume Evangile pour les miens (Port-au-Prince, 1982). Ha pubblicato in riviste di molti paesi europei ed americani. Dal 1990 pubblica anche racconti, uno dei quali, Caraiblues, ha vinto nel 1991 il concorso di Radio France Internationale. La matita del buon Dio non ha la gomma (Edizioni Lavoro, 1997) è il suo primo romanzo.
Si avvicenderanno ancora nella Casa de las Palabras: Marcia Teophilo (sabato 31 maggio), poetessa brasiliana più volte candidata al Premio Nobel per la Letteratura; Pedro Gomez (giovedì 5 e venerdì 6 giugno), direttore della "Casa de Poesía Silva" a Bogotà, il tempio per eccellenza della poesia latino americana e il luogo fondamentale di accentramento artistico e di conservazione e diffusione della cultura poetica; Fernando Rendón (domenica 8 giugno), direttore del Festival de Poesia di Medellìn che dal 1991 si impegna a far dialogare poeti e tradizione poetiche da tutto il mondo e che "per aver mostrato come la creatività, la bellezza, la libera espressione e il senso della comunità possano fiorire insieme e sconfiggere anche la paura e la violenza più radicate" ha ricevuto nel 2006 il Premio Nobel Alternativo per la Pace; la scrittrice Laura Pariani (domenica 15 giugno), da ritenersi una delle protagoniste più significative della nostra narrativa italiana, che ha dimostrato di possedere una rara sapienza di scrittura ed una grande capacità di orchestrare storie attraverso avvedute strategie linguistiche (ingresso gratuito – inizio ore 20.00). |
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