Multimedia

preview_video1.jpg

Storia

Nel 2001 la Provincia di Lecce ha deciso di creare il festival Salento Negroamaro. Nel corso degli anni Negroamaro si è trasformato in un festival dei festival, un contenitore multicodice ad alta densità culturale, un bene culturale capace di dare opportunità di conoscenza e di essere raduno di poetiche diverse e di diverse discipline.

Il Salento

l Salento, noto anche come penisola salentina e popolarmente conosciuto come Tacco d'Italia, è una subregione dell'Italia che si estende sulla parte meridionale della Puglia, tra il mar Ionio ad ovest e il mar Adriatico ad est. Gli abitanti dell'area, che comprende l'intera provincia di Lecce, quasi tutta quella di Brindisi e parte di quella di Taranto, si distinguono per caratteristiche glottologiche e culturali ben diverse da quelle del resto della regione.

Partners

regione.jpg
mibao.jpg
ila.jpg
ministero.jpg
unesco.jpg
colombia.jpg
cile.jpg
messico.jpg
cict.jpg
vodafone_web.jpg
Louis-Philippe Dalembert ad Alessano
dalembert.jpgSabato 24 maggio (dalle ore 21) nella Casa de las Palabras di Alessano (Le) arriva il grande poeta, scrittore e viaggiatore haitiano Louis-Philippe Dalembert. Sino a sabato 10 settembre il rinascimentale Palazzo Legari si è trasformato, in occasione di Salento Negroamaro, rassegna delle culture migranti della Provincia di Lecce, nella Casa de las Palabras, un contenitore di incontri, dibattiti, interviste, mostre, recital.
Un contesto raffinato e curato ad hoc da Gianna Licchetta, in collaborazione con Barbara Baldaccini, Oscar Minutillo e il Comune di Alessano e con la produzione di AcdArtdiffusion.com, che è anche dimora, all'interno delle sue splendide sale espositive, degli allestimenti monografico-letterari dedicati a tre vere e proprie icone della letteratura latinoamericana, divenuti indiscutibilmente patrimonio della cultura universale, Bruce Chatwin, J. L. Borges, Pablo Neruda. La sezione incontri, a cura di Andrea Di Consoli e Carlo Bordini, con la collaborazione di Guadalupe Grande, ha l'obiettivo di far conoscere alcuni dei più grandi autori della letteratura latinoamericana, e di testimoniare inoltre l'importanza della poesia e della narrativa in culture diverse dalle nostre, culture più aperte alla comunicazione interpersonale e all'idea che la letteratura e l'arte possano contribuire a cambiare la vita umana.

Louis-Philippe Dalembert, nato a Port-au-Prince (Haïti). ha vissuto e visitato tantissimi posti del mondo. Quest'uomo-tartaruga, questo vagabondo, come lui stesso si definisce, si diploma alla Scuola Superiore di Port au Prince e prosegue poi i suoi studi universitari a Parigi presso l'università della  Sorbona, esercitando anche la carriera di giornalista. Soggiorna una prima volta a Roma nel 1994/95 e dopo un breve ritorno in terra natìa, durante il quale copre la carica di Ministro della Cultura, realizza un viaggio di diversi mesi nelle sperdute terre andine. Grazie ad una borsa di residenza, si sposta poi per un lungo periodo a Gerusalemme, visitando Israele, la Palestina, l'Egitto, la Giordania, una parte del mondo che influenza molto la sua poesia. Dalembert elabora, sia in prosa che in poesia, un'opera fortemente marcata dalle tematiche del vagabondaggio, concetto che lui stesso preferisce a quello dell'erranza, e dell'infanzia. Le due tematiche sembrano essere legate nello spirito dell'autore in quanto passa dall'infanzia all'età adulta allo stesso modo in cui emigra da un paese all'altro. Una terza tematica fondante è quella biblica, traccia  di un'educazione famigliare molto religiosa sotto il segno del sabbah. Ritornato ancora una volta a Roma, dove gli viene assegnata la carica di Vicesegretario alla Cultura presso l'Istituto Italo Latino Americano, continua senza posa a lavorare tra Haiti, Parigi e Roma, entrando a far parte di quel gruppo di scrittori haitiani detti "dell'esterno", poichè vivono e pubblicano le loro opere fuori dal loro paese. Le sue prime poesie sono state raccolte nel volume Evangile pour les miens (Port-au-Prince, 1982). Ha pubblicato in riviste di molti paesi europei ed americani. Dal 1990 pubblica anche racconti, uno dei quali, Caraiblues, ha vinto nel 1991 il concorso di Radio France Internationale. La matita del buon Dio non ha la gomma (Edizioni Lavoro, 1997) è il suo primo romanzo.

Si avvicenderanno ancora nella Casa de las Palabras:  Marcia Teophilo (sabato 31 maggio), poetessa brasiliana più volte candidata al Premio Nobel per la Letteratura; Pedro Gomez (giovedì 5 e venerdì 6 giugno), direttore della "Casa de Poesía Silva" a Bogotà, il tempio per eccellenza della poesia latino americana e il luogo fondamentale di accentramento artistico e di conservazione e diffusione della cultura poetica; Fernando Rendón (domenica 8 giugno), direttore del Festival de Poesia di Medellìn che dal 1991 si impegna a far dialogare poeti e tradizione poetiche da tutto il mondo e che "per aver mostrato come la creatività, la bellezza, la libera espressione e il senso della comunità possano fiorire insieme e sconfiggere anche la paura e la violenza più radicate" ha ricevuto nel 2006 il Premio Nobel Alternativo per la Pace; la scrittrice Laura Pariani (domenica 15 giugno), da ritenersi una delle protagoniste più significative della nostra narrativa italiana, che ha dimostrato di possedere una rara sapienza di scrittura ed una grande capacità di orchestrare storie attraverso avvedute strategie linguistiche (ingresso gratuito – inizio ore 20.00).
La Casa de Las Palabras è impreziosita dall'allestimento di tre mostre monografico-letterarie che proporranno immagini inedite attorno alle straordinarie figure di Bruce Chatwin, Jorge Luis Borges e Pablo Neruda, vere e proprie icone della storia della letteratura Latinoamericana, da sempre amate dai lettori di tutto il mondo. Saranno allestite infatti le mostre La Patagonia di Bruce Chatwin (Argentina), scatti fotografici di Chatwin che documentano il suo viaggio nella terra eccentrica per eccellenza; "J. L. Borges attraverso le immagini" circa 100 fotogrammi, un collage illuminante sulla vita del massimo scrittore argentino, un viaggio verso l'uomo Borges e il suo tempo, i suoi affetti, i suoi ricordi; Pablo Neruda, passi in Italia a cura di Patricia Rivadeneira e Federica La Paglia. In Italia la figura di Pablo Neruda è sempre stata amata, sia per la forza e la profondità dei suoi versi, sia per il suo fondamentale legame col Paese, dove giunse esule nei primi anni Cinquanta. E proprio la storia di questo legame è l'elemento centrale e la ragion d'essere della mostra ideata per festeggiare il centenario della nascita del poeta e cresciuta intorno alle testimonianze dei suoi molti amici italiani. (ingresso gratuito – tutti i giorni dalle 8 alle 14, lunedì e giovedì dalle 16/19.30)

Salento Negroamaro rientra nell'iniziativa "Primavera nel Salento" pacchetto turistico coordinato dall'Azienda di Promozione Turistica della provincia di Lecce in collaborazione con la partnership istituzionale e privata, ormai consolidata, che offre agli ospiti l'opportunità di soggiornare in alberghi, town & country house a prezzi promozionali, di fruire gratuitamente delle iniziative del programma di "Città Aperte" e degli eventi di cinema, teatro, concerti, mostre e incontri della rassegna delle culture migranti.

 
< Prec.   Pros. >
Istituto di Culture Mediterranee
Provincia di Lecce