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Storia

Nel 2001 la Provincia di Lecce ha deciso di creare il festival Salento Negroamaro. Nel corso degli anni Negroamaro si è trasformato in un festival dei festival, un contenitore multicodice ad alta densità culturale, un bene culturale capace di dare opportunità di conoscenza e di essere raduno di poetiche diverse e di diverse discipline.

Il Salento

l Salento, noto anche come penisola salentina e popolarmente conosciuto come Tacco d'Italia, è una subregione dell'Italia che si estende sulla parte meridionale della Puglia, tra il mar Ionio ad ovest e il mar Adriatico ad est. Gli abitanti dell'area, che comprende l'intera provincia di Lecce, quasi tutta quella di Brindisi e parte di quella di Taranto, si distinguono per caratteristiche glottologiche e culturali ben diverse da quelle del resto della regione.

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Esposizione d'arte contemporanea
Sino al 30 settembre le Sale del Castello Aragonese di Otranto ospitano TERRITORIOS, esposizione d'Arte Contemporanea Latinoamericana a cura di Irma Arestizábal, prodotta da IILA Istituto Italo-Latino Americano, che dà il titolo all'ottava edizione del Festival Salento Negroamaro. La Rassegna delle Culture Migranti della Provincia di Lecce, a cura di Gianna Licchetta e AdcArtdiffusion.com, che si svolge nel Salento, ha un'unica ed indiscussa protagonista: l'America Latina. Sguardo antropologico, valore delle differenze, identità e appartenenza, dialogo e ascolto, segmenti narrativi e poetici, rappresentazioni teatrali e coreutiche, allestimenti artistici ed esposizioni documentaristiche, storie e testimonianze, feste, celebrazioni e rituali, musica e audiovisivo, saranno i temi privilegiati dal festival.
Il filo conduttore dell'esposizione, già presente nel Paglione "America Latina" alla 52esima edizione della Biennale d'Arte di Venezia, è l'idea del territorio, di un determinato spazio circoscritto che ci plasma come persone e che si riflette in tutte le nostre azioni e creazioni. Oltre al senso geografico, vengono esplorati i vari aspetti del termine, quali quelli legati al concetto di nazione, di storia, di natura, di politica, dello spazio domestico e dell'infanzia. Gli artisti che declinano la parola territorios sono: Narda Alvarado (Bolivia), Mario Opazo (Colombia), Cinthya Soto (Costa Rica), René Francisco (Cuba), Wilfredo Prieto (Cuba), Pablo Cardoso (Ecuador), Manuela Ribadeneira (Ecuador), María Verónica León (Ecuador), Ronald Morán (El Salvador), Luis Gonzales(Guatemala), Andre Juste e Vladimir Cybil (Haiti), Xenia Mejía (Honduras), Ernesto Salmerón (Nicaragua), Jonathan Harker (Panama), William Paats (Paraguay), Paola Parcerisa (Paraguay), Moico Yaker (Perù), Patricia Bueno (Perù), Jorge Pineda (Rep. Dominicana). "Territorios" è accompagnata da un catalogo multilingue, stampato in occasione della partecipazione IILA alla Biennale.
Irma Arestizábal, curatrice della Mostra, è nata a Bahia Blanca (Argentina). Considerata una delle massime esperte di arte latinoamericana, lavora come critica d'arte, curatrice indipendente. Professoressa titolare di Arte Latinoamericana Contemporanea all'Università di Buenos Aires. Ha ricoperto la carica di Segretario Culturale dell'Istituto Italo-Latino Americano (IILA) di Roma.
TERRITORIOS è realizzata con il contributo speciale di Centro Culturale del BID (Washington); Illy Caffè (Trieste); Museo di Arte Contemporanea Italiana in America (San José di Costa Rica); Centro Ricerche e Documentazione Amedeo Modigliani (Massa Marittima). Si ringraziano: Fondazione Volume! (Roma); Galleria Brancolini - Grimaldi Arte Contemporanea (Roma - Firenze); per avere concesso alcune delle opere inserite nell'allestimento.
La sezione Arte e allestimenti di Salento Negroamaro, a cura di Gianna Licchetta con la produzione ADCartdiffusion.com, ospita anche La guerra in corpo del fotografo Francesco Zizola, tre mostre monografico-letterarie su Bruce Chatwin, Jorge Luis Borges e Pablo Neruda e l'esposizione fotografica Cuba 10/Decimi
Sino al 10 settembre Palazzo Legari, splendido Palazzo Rinascimentale che si trova nel centro storico di Alessano, verrà denominato in occasione di Salento Negroamaro, "Casa de las Palabras", per identificarne la funzione di contenitore di dibattiti, interviste, recital previsti dalla programmazione artistica della Sezione Incontri.  Un contesto raffinato e curato ad hoc da Gianna Licchetta, in collaborazione con Barbara Baldaccini, Oscar Minutillo e il Comune di Alessano e con la produzione di AcdArtdiffusion.com, che è anche dimora, all'interno delle sue splendide sale espositive, degli allestimenti monografico-letterari dedicati a tre vere e proprie icone della letteratura latinoamericana, divenuti indiscutibilmente patrimonio della cultura universale: La Patagonia di Bruce Chatwin (Argentina), scatti fotografici di Chatwin che documentano il suo viaggio nella terra eccentrica per eccellenza; "J. L. Borges attraverso le immagini", circa 100 fotogrammi, un collage illuminante sulla vita del massimo scrittore argentino, un viaggio verso l'uomo Borges e il suo tempo, i suoi affetti, i suoi ricordi; Pablo Neruda, passi in Italia a cura di Patricia Rivadeneira e Federica La Paglia. In Italia la figura di Pablo Neruda è sempre stata amata, sia per la forza e la profondità dei suoi versi, sia per il suo fondamentale legame col Paese, dove giunse esule nei primi anni Cinquanta. E proprio la storia di questo legame è l'elemento centrale e la ragion d'essere della mostra ideata per festeggiare il centenario della nascita del poeta e cresciuta intorno alle testimonianze dei suoi molti amici italiani. (ingresso gratuito – tutti i giorni dalle 8 alle 14, lunedì e giovedì dalle 16/19.30)
Dal 15 giugno al 18 agosto nelle Sale del Museo Provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce sarà allestita La guerra in corpo, esposizione fotografica di Francesco Zizola (20 stampe a colori 50 x 70 e 5 stampe a colori 80 x 110). Il progetto, promosso da ADCartdiffusion.com, a cura di Deanna Richardson (produzione stampa 10b Photography, Roma), è realizzato con la collaborazione di MSF (Medici senza frontiere). La Guerra in Corpo è l'ultima produzione fotografica di Francesco Zizola, recentemente premiata con l'ambitissimo World Press Photo nella categoria People in the News. L'allestimento si compone di scatti fotografici che ritraggono il terribile ed attualissimo tema della violenza sulle donne in Colombia. Francesco Zizola, unico fotografo italiano ad aver mai vinto - e in più di una occasione - il World Press Photo è uno dei più affermati fotoreporter internazionali. Nato a Roma nel 1962, inizia a fotografare a 19 anni indirizzandosi quasi subito verso il reportage come attività principale e collaborando con quotidiani e settimanali italiani e stranieri. Segue l'attualità internazionale con reportages dall'Albania, dalla Corea del Nord, dalla Romania, dalla Germania, dal Kenia, da Israele, dalla Russia e dalla Yugoslavia. Nel 1992 inizia a lavorare al suo progetto Eredi del Duemila sulla condizione dell'infanzia nel mondo, realizzato con il contributo del Comitato Italiano dell'UNICEF che lo ha condotto in Brasile, Sierra Leone, Angola, Bangladesh, Thailandia, Giappone, Stati Uniti. (Orario d'apertura: dalle ore 9 alle 13,30 - dalle 14,30 alle 19,30. domenica e festivi: dalle ore 9 alle 13,30 - Ingresso gratuito)
Da venerdì 4 luglio a domenica 31 agosto presso il Lamarque Museum&Artlab di Maglie è in mostra Cuba 10/Decimi. Esposizione Fotografica di nove cubani su dieci a cura di Anna Maria Mangia. Parlando di fotografia cubana non si può prescindere dal contesto storico dove questa si è sviluppata: fin dall'inizio, infatti, essa ha partecipato al procedere degli eventi. Successivamente, la fotografia utilizza linguaggi più articolati e un nuovo approccio alla tematica del quotidiano, amplia le proprie tematiche venendo in parte meno il legame con gli sviluppi politici del Paese. L'attenzione si rivolge più verso l'uomo comune e la sua quotidianità: scenario preferenziale è quello della splendida Habana che, come una decrepita madre, mostra ancora i segni dell'antica bellezza. Ma i protagonisti sono sempre i cubani: donne alla Santeria, suonatori di strada, bambini, in scorci urbani deturpati da inferriate necessarie a contrastare una microcriminalità dilagante. I fotografi si sono dovuti confrontare quotidianamente con la mancanza di materiale scenico e bibliografico e, malgrado ciò, hanno saputo porsi all'attenzione del mondo della fotografia internazionale. Con un insieme di 50 opere, attraverso l'analisi socio culturale della fotografia documentale, la mostra offre un'immagine non stereotipata del Paese e racconta l'identità culturale del popolo cubano con l'occhio di 9 fotografi cubani e uno italiano, cercando di uscire fuori dal solito cliché in uno scenario poco battuto dal turista. (Orario d'apertura: dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20 - sabato, domenica e festivi dalle 18 alle 21; ingresso 5 euro - www.lamarque.it)
 
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Istituto di Culture Mediterranee
Provincia di Lecce