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Storia

Nel 2001 la Provincia di Lecce ha deciso di creare il festival Salento Negroamaro. Nel corso degli anni Negroamaro si è trasformato in un festival dei festival, un contenitore multicodice ad alta densità culturale, un bene culturale capace di dare opportunità di conoscenza e di essere raduno di poetiche diverse e di diverse discipline.

Il Salento

l Salento, noto anche come penisola salentina e popolarmente conosciuto come Tacco d'Italia, è una subregione dell'Italia che si estende sulla parte meridionale della Puglia, tra il mar Ionio ad ovest e il mar Adriatico ad est. Gli abitanti dell'area, che comprende l'intera provincia di Lecce, quasi tutta quella di Brindisi e parte di quella di Taranto, si distinguono per caratteristiche glottologiche e culturali ben diverse da quelle del resto della regione.

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Compagnia L'explose
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Giovedì 3 e venerdì 4 luglio (sipario ore 21.30 – ingresso 15 euro) la Compagnia L'Explose, diretta dal coreografo Tino Fernandez, mette in scena nell’atrio di Palazzo dei Celestini di Lecce gli spettacoli El tiempo de un silencio (in Prima Europea) e ¿Por quién lloran mis amores? (in Prima Italiana). Gli spettacoli rientrano nel programma di Salento Negroamaro, Rassegna delle Culture Migranti della Provincia di Lecce, che in questa ottava edizione dedica una forte attenzione alla danza dalla più tradizionale alla più innovativa. La sezione “Tierra que baila”, a cura di Gianna Licchetta con la produzione di ADCartdiffusion.com, partirà da un alveo di danze tradizionali (balli latini) per arrivare alla rappresentazione della danza contemporanea, d’autore, installativa-performativa (una danza specificatamente legata a forme intercodice, che utilizza espressivamente molti linguaggi differenti).

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La compagnia l’Explose è stata fondata quindici anni fa dal coreografo spagnolo Tino Fernandez ed è considerata una delle realtà più interessanti nel panorama delle arti performative in America del Sud. Nella sua opera di creazione riserva un’attenzione particolare alla fusione tra la danza contemporanea e il teatro, mediante una drammaturgia scenica molto concreta e studiata, complice in questo la collaborazione con Juliana Reyes. Ogni intenzione è tradotta in gesto fisico e ogni movimento è espressione di una situazione teatrale. Racconta Fernandez come sia stato determinante per lo sviluppo della ricerca del gruppo, l’incontro con la cultura e la vita colombiana. “Un paese esuberante e pieno di contrasti, capace di generare migliaia di storie da raccontare, un posto dove la gente costruisce emozioni attraverso il ballo”. Negli anni l’Explose ha creato numerosi spettacoli che sono stati rappresentati in America Latina, Europa, Stati Uniti, Asia, Nord Africa, e ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti in Colombia e all’estero.

Ne El tiempo de un silencio la rottura amorosa è la motivazione, l’ispirazione. Il luogo comune del dispetto, è sostituito da un’espressione scarna, aperta e franca degli interpreti, che ci offrono il dolore scoperto, come se ci fosse concesso il libero ingresso all’intimità più intima, dove di solito non lasciamo entrare nessun altro se non la nostra coscienza. Questo è il percorso emozionale dell’opera, uno spazio non pre-esistente, ma che si va formando con l’ingresso degli oggetti nella scena. Tutto corrisponde ed è coeso, in questa nuova creazione della compagnia che ha a che vedere con una certa rinuncia alla nostalgia e all'evocazione, per entrare nel vivo di un lavoro sull’espressione diretta ed esplosiva, sui mondi intimi in un tempo presente. Il progetto è realizzato con la sovvenzione concesa dal Ministero della Cultura della Colombia e vincitore del Concorso nazionale come Migliore Creazione coreografica.

¿Por quién lloran mis amores?, n un nuovo tentativo di accostarsi all’universo femminile, Tino Fernandez ha impostato lo spettacolo sulla solitudine e l’intimità della donna, dove si contrappone costantemente la fragilità, prodotta dallo spazio e dalla potenza, data dalla danza. La coreografia è ancora animata da impulsi emotivi e il movimento trasformato in una azione cosciente al servizio della situazione drammatica. La storia è costruita a partire da uno spazio scenico coperto da 250 bicchieri di cristallo, che rinchiudono la ballerina nella sua propria intimità. Facendo dello spettatore un voyeur del suo privato. Premiato per la Migliore Creazione coreografica dal Festival Internazionale di Teatro e Danza di Huesca, Spagna 2007.

Salento Negroamaro dedica una forte attenzione alla danza dalle più tradizionali alle più innovative. La sezione “Tierra que baila”, a cura di Gianna Licchetta con la produzione di ADCartdiffusion.com, partirà da un alveo di danze tradizionali (balli latini) per arrivare alla rappresentazione della danza contemporanea, d’autore, installativa-performativa (una danza specificatamente legata a forme intercodice, che utilizza espressivamente molti linguaggi differenti).
 
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Istituto di Culture Mediterranee
Provincia di Lecce