| Compagnia L'explose |
Giovedì 3 e venerdì 4 luglio (sipario ore 21.30 – ingresso 15 euro) la Compagnia L'Explose, diretta dal coreografo Tino Fernandez, mette in scena nell’atrio di Palazzo dei Celestini di Lecce gli spettacoli El tiempo de un silencio (in Prima Europea) e ¿Por quién lloran mis amores? (in Prima Italiana). Gli spettacoli rientrano nel programma di Salento Negroamaro, Rassegna delle Culture Migranti della Provincia di Lecce, che in questa ottava edizione dedica una forte attenzione alla danza dalla più tradizionale alla più innovativa. La sezione “Tierra que baila”, a cura di Gianna Licchetta con la produzione di ADCartdiffusion.com, partirà da un alveo di danze tradizionali (balli latini) per arrivare alla rappresentazione della danza contemporanea, d’autore, installativa-performativa (una danza specificatamente legata a forme intercodice, che utilizza espressivamente molti linguaggi differenti). Per visualizzare le altre foto: clicca qui. Ne El tiempo de un silencio la rottura amorosa è la motivazione, l’ispirazione. Il luogo comune del dispetto, è sostituito da un’espressione scarna, aperta e franca degli interpreti, che ci offrono il dolore scoperto, come se ci fosse concesso il libero ingresso all’intimità più intima, dove di solito non lasciamo entrare nessun altro se non la nostra coscienza. Questo è il percorso emozionale dell’opera, uno spazio non pre-esistente, ma che si va formando con l’ingresso degli oggetti nella scena. Tutto corrisponde ed è coeso, in questa nuova creazione della compagnia che ha a che vedere con una certa rinuncia alla nostalgia e all'evocazione, per entrare nel vivo di un lavoro sull’espressione diretta ed esplosiva, sui mondi intimi in un tempo presente. Il progetto è realizzato con la sovvenzione concesa dal Ministero della Cultura della Colombia e vincitore del Concorso nazionale come Migliore Creazione coreografica. ¿Por quién lloran mis amores?, n un nuovo tentativo di accostarsi all’universo femminile, Tino Fernandez ha impostato lo spettacolo sulla solitudine e l’intimità della donna, dove si contrappone costantemente la fragilità, prodotta dallo spazio e dalla potenza, data dalla danza. La coreografia è ancora animata da impulsi emotivi e il movimento trasformato in una azione cosciente al servizio della situazione drammatica. La storia è costruita a partire da uno spazio scenico coperto da 250 bicchieri di cristallo, che rinchiudono la ballerina nella sua propria intimità. Facendo dello spettatore un voyeur del suo privato. Premiato per la Migliore Creazione coreografica dal Festival Internazionale di Teatro e Danza di Huesca, Spagna 2007. Salento Negroamaro dedica una forte attenzione alla danza dalle più tradizionali alle più innovative. La sezione “Tierra que baila”, a cura di Gianna Licchetta con la produzione di ADCartdiffusion.com, partirà da un alveo di danze tradizionali (balli latini) per arrivare alla rappresentazione della danza contemporanea, d’autore, installativa-performativa (una danza specificatamente legata a forme intercodice, che utilizza espressivamente molti linguaggi differenti). |
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