| Chi siamo |
Il Salento, per la sua posizione geografica, è storicamente terra di migranti, cerniera tra mondi vicini e lontanissimi, in un mare che divide e unisce allo stesso tempo. Un luogo dove la clandestinità è una condizione reale e ideale, frontiera che può divenire un alveo nel quale coltivare e produrre suoni, melodie, parole e progetti che rimbalzino fra tradizione e modernità, luogo nel quale costruire canali di confronto e valorizzazione della produzione locale che abbracci un orizzonte nazionale ed europeo.
Nel 2001 la Provincia di Lecce decide di mettere insieme tutte queste esperienze creando Salento Negroamaro, un festival multidisciplinare nel quale convivono musica, arte, teatro, cinema, letteratura, poesia, cultura, fotografia, turismo, incontri, vino. La rassegna delle culture migranti prende infatti il nome proprio da un vino autoctono ma votato al viaggio. Nel passato non tanto remoto, quando le produzioni salentine di massa erano orientate ad un vino da taglio, il negroamaro era molto ricercato per dare grazia, robustezza, e tessuto a vini di altre regioni d’Europa. Oggi, lavorato in purezza, dà vini di eccellenza molto apprezzati e conosciuti nel mondo. Il Negroamaro è ormai il vero ambasciatore di questa terra. Il Fesival ha esaltato in questi anni l’immagine di un luogo capace di intercettare le culture e le arti degli uomini, oggi più che mai in movimento sul pianeta, uno spazio esso stesso riverbero di paesaggi preziosi e di umanità, parte attiva di questo grande incrocio di culture. Tra gli ospiti di questi anni Goran Bregovic, Renè Aubry, Kocani Orchestra, Notre Dame de Paris, Elvis Costello, Talving simg, Translobal underground, Gilberto Gil, Maria Bethania, Caetano Veloso, Chico Cesar, Dupain, Massillia Sound System, Josè Saramago, Philip Glass, Bana, Giovanna Marini, Omero Antonutti, Novalia, Lokua Kanza, Youssou n’dour, Dobet Gnaore, Femi Kuti, Tambours De Brazza, Dobet Gnaorè, Mandiaye N'Diaye, Orchestra Araba di Nazareth, Merchan Dede, Ludovico Einaudi, Soeur Marie Keyrouz, Adonis, Hoda Barakat, Rachid Benhadj e molti altri scrittori, artisti, produttori, fotografi e danzatori provenienti da tutto il mondo. Inoltre sin dalla prima edizione una delle caratteristiche del festival è stata quella di essere itinerante: una opportunità per riscoprire luoghi suggestivi e antichi palazzi, corti signorili e piazze rumorose, cave di pietra e castelli medioevali, costa ed entroterra di tutta la meravigliosa penisola salentina. Il tutto con la collaborazione di numerose associazioni e strutture che operano sul territorio, di enti di ricerca, di consolati, di Istituti di cultura in uno scambio reciproco che ha fatto crescere e continua a fare crescere una rassegna culturalmente migrante. |





















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